La resistenza al tempo del click

Ci ho pensato a lungo dopo essere stata alla manifestazione “Europa Senza Muri” (28/08/18, Milano, P.za  San Babila).

Più dei discorsi e delle proteste, delle istituzioni, della religione e della politica… la musica ha un potere che supera di gran lunga le semplici parole.

La musica è tanto e fa tanto. Si fa voce di pensieri ed emozioni comuni. Raccoglie masse.

Nel medioevo i giullari di corte si servivano della risata per proferire verità che gli sarebbero altrimenti valse la testa. Lo stesso dicasi per gli artisti: usano la menzogna per dire la verità.

In questo strano presente, in cui ci manca il tempo per leggere o ascoltare, un privilegio simile è dato a chi fa musica e cinema.

Questo post è dedicato a tutti miei amici artisti o aspiranti tali, ma in particolare lo rivolgo a chi di voi fa musica. Ho trovato tanti che pensano che chi fa musica non debba parlare di politica o di problemi sociali che coinvolgono i quartieri, le province e le città in cui viviamo.

Eppure la musica è la sola capace di vivere in modo tanto pervasivo il nostro quotidiano.

Stiamo vivendo come fossimo in uno stato di allarme.

Ci vogliono annientare con la paura. Prima era quella del rumeno, dell’albanese, del terrone, ed ora dell’uomo nero.

Pintor si espresse sul “Senso Morale della Mobilitazione” dicendo:

Pintor-Luigi-Bianco-e-nero

A un certo momento gli intellettuali devono essere capaci di trasferire la loro esperienza sul terreno dell’Utilità Comune, ciascuno deve saper prendere il suo posto in una organizzazione di combattimento.

 

Io dico che, ora più che mai questo onere s’è fatto vocazione non solo di intellettuali, ma anche di: musicisti, cineasti, fumettisti, comici, e chiunque abbia qualcosa da disporre sul tavolo del Buon Senso Collettivo.

Questo post è dedicato a voi.

Cantiamo iene quattro: ORA E SEMPRE RESISTENZA!

cof

Foglio -prima-gli-umani-emberk-az-elso

 

Una risposta a "La resistenza al tempo del click"

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  1. La musica ha un gran potere perchè da sempre esiste, la troviamo ovunque e mai sparirà. E’ un linguaggio come tanti altri, a volte ci fa star bene, altre volte male, ma mai ci lascia indifferenti. Credo che in un momento come questo dettato dall’odio verso il “diverso” la musica riesca, nonostante tutto, tenerci uniti. La dobbiamo rispettare e lei ci darà molto

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