Siamo un po’ tutti razzisti. Nessuno escluso.

Un titolo ingannevole, ma che cattura, e che posso permettermi di usare grazie a libertà e licenze concesse a chi, come me, è spesso stato giudicato per il colore della pelle.

Questo per lo meno è ciò che pensa la maggioro parte delle persone.

Non voglio mandare in confusione nessuno, anzi, desidero invocare per tutti uno spirito di pace, un’unzione di redenzione che alleggerisca gli animi senza alcuna distinzione di sesso, religione o razza, perché i pregiudizi -a guardar bene- li abbiamo tutti. È un’affermazione, sia chiaro.

A volte ho come l’impressione che in quanto persona nera, e per giunta donna, le persone si aspettino da me un fulcro di verità assolute sui temi di razzismo e immigrazione; una conoscenza tale da colmare la sete di migliaia di giustizieri che nelle piazze di Facebook, armati di tastiera e indignazione, lottano contro discriminazioni di ogni sorta, chi per passione, chi per noia. Beh, non ho verità, solo esperienze personali.

Ammetto che in passato ho spesso associato al termine “pregiudizio” un’accezione più negativa che neutrale. Ma non solo. I pregiudizi sono come segreti, che con ostentato pudore nascondiamo nell’intimità di gonne e calzoni. Nascosti per decoro, ma comunque presenti. Trovo i pregiudizi –quelli non radicali- una scorciatoia inevitabile, quasi necessaria. Una sorta di bias di pensiero che mi aiuta a dare una prima lettura a ciò che mi circonda. Non ci trovo nulla di sbagliato: naturale, piuttosto.

Tuttavia…considero salvifico, quanto indispensabile, tenere aperta una possibilità di conversione. Se sono disposta a cambiare idea, mi permetto di avere dei pregiudizi senza troppi sensi di colpa.

L’importante è concedermi sempre l’opportunità di cambiare idea.

Un po’ come nel film “Ha i tuoi Occhi” (regia, Lucien Jean-Baptiste, se conoscete un po’ il francese, non fatevi ingannare dalle infelici recensioni in italiano e godetevi il film in lingua originale. Con il doppiaggio molte perle si sono sperse), commedia francese del 2017 che, come molte altre produzioni di questo paese, ha saputo affrontare con leggerezza questo tema

Mi sono molto divertita a guardare questo film con la mia famiglia, ma ancor di più è stato divertente provocare mia madre.

La storia tratta una splendida storia d’amore tra una coppia francese di origine senegalese (Paul e Marianne) ed il loro neonato adottivo Benjamin, un fagottino dalle paffute gote rosse, gli occhi azzurri ed i capelli biondi. Razza ariana, direbbe qualcuno.

Fulminante è stata la rivelazione che ha seguito la reazione della mia genitrice: abbiamo tutti degli imbarazzanti pregiudizi, nessuno escluso, l’importante è saperli affrontare…

famiglia-afroitaliana-vignette-fumetti-raffaella-zsua

3 risposte a "Siamo un po’ tutti razzisti. Nessuno escluso."

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