Sono Afroitaliana, ma bianca… Ma bianca davvero!

È tutto una questione di pelle. È soltanto una questione di pelle.

Vi prego di non confondere queste due affermazioni, parimenti oneste, come un mero tentativo di generare confusione. Lo definirei, piuttosto, una spontanea reazione alla vista di Oxana.

È una ragazza italiana come me originaria delle Costa D’Avorio. Ha diciassette anni, ed è al secondo anno di un corso serale a indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing”. L’ennesimo riciclone (aka innovazione) dell’ormai obsoleta -ma con rammarico- ragioneria.

Ancora più interessante è sapere che Oxana è bionda con gli occhi chiari. Ponderabili dettagli non solo se si è persone superficiali o se ci si sta iscrivendo in una chat di incontri, ma soprattutto se si hanno i genitori africani con la pelle nera (marrone, per essere onesti).

Qual’è la reazione più frequente delle persone che ti incontrano?

Oxy: Ti riferisci agli italiani o agli africani?

 Cominciamo dai “bianchi”… Scusami, “rosa”. Aggiungo poi.

“…Rosa Carne.” Concludo.

Oxy: Beh, in genere mi fissano. Non mi tolgono gli occhi di dosso fin quando non esco dal loro campo visivo. Più di una volta mi è capitato di sorprenderli ad osservarmi anche dopo che gli ho dato le spalle!

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Foto di Maria Chiara Sala

Sorrido. La trovo una reazione quasi inevitabile. Oxana è semplicemente una meraviglia.

I nostri fratelli neri, invece, come reagiscono?

La domanda mi scivola spontanea, eppure Oxy non ha proprio nulla di nero. Neppure gli occhi, che invece sono azzurri.

Lei comincia a ridere.  

Oxy: Molti di loro spalancano la bocca e mi fissano come gli altri. Alcuni mi chiedono se sono meticcia.

Nessun nigeriano ti ha mai chiesto il prezzo della tua crema schiarente?

Si mette a ridere più forte.  –Apro parentesi– Questa battuta è soprattutto per chi ha origini afro e quindi conoscitore di grandi “totem” come #carowhite #lightskin #lighteningCream. Dedico questo affettuoso pensiero ai poveri (sopratutto alle “povere”) che stanno investendo soldi e salute nell’acquisto di creme schiarenti (spesso cancerogene)  sperando di raggiungere i risultati di Michael Jakson. Carissime e carissimi, la differenza sostanziale è che lui era ricco. –Chiudo parentesi

Ti sei mai sentita discriminata per il tuo colore di pelle?

Non esita a lungo prima di rispondere.

Oxy: Soprattutto quando ero alle elementari. Mi sentivo diversa e per questo isolata dagli altri bimbi, che invece stavano in gruppo.

A volte succede.

C’è qualche particolare episodio che ti ha colpito?

Mi sento come la Barbara D’Urso di turno, ed i sensi di colpa non sono pochi.

Oxy: Beh… il mio primo giorno di scuola alle elementari.  Allora vivevamo in un paesino di montagna in provincia di Lecco, nella Valsassina. Aspettavo il pulmino scolastico un po’ agitata. Non mi è mai piaciuto stare in mezzo alle persone, perché gli occhi della gente mi fanno sentire a disagio.

Sta di fatto che non appena sono salita sul bus sono scoppiati tutti a ridere. Io mi sono sentita malissimo.

Dunque hai frequentato qui le elementari. Sei nata in Italia?

Oxy: Sì

Sei stata fortunata. Mi scivola con spontanea onestà.

Oxy: Mia mamma me lo dice sempre!

Essere albini in africa è tutt’altro che semplice. Non solo esistono ancora regioni dove vengono discriminati e perseguitati, ma il deficit alla vista e all’enzima tirosinasi (quello responsabile della sintesi della melanina) che li caratterizzza, deve spesso fare i conti con povertà e assenza di solidi sistemi di welfare nel proprio paese (e quindi facile accesso a cure mediche).

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L’Albinismo è da sempre poco rappresentato nella cultura di massa. Le poche presenze di albini in cinema e fumetti, hanno spesso ricoperto ruoli negativi (come  la malvagia Augusta Seger cattivo personaggio Marvel, o la Morte ne “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman, 1957).

Tuttavia alcuni grandi della moda non hanno negato il proprio debole verso la “delicata bellezza albina”, interesse che è valso la fortuna di modelle e modelli come: Diandra Forrest, Jewell Jeffrey, Thandi Hopa e Shaun Ross.

In famiglia si racconta mai la reazione dei tuoi genitori quando sei nata?  Hanno avuto qualche perplessità?

Oxy: No, l’albinismo era già presente nei geni di famiglia. Mamma ha una zia albina, ed io una cuginetta. I miei fratelli e sorelle invece sono nati “normali”.  

In un momento più confidenziale mi hai accennato a un conflitto identitario. Quando hai iniziato ad accettarti?

Oxy: Ci sono voluti parecchi anni. Dio mi ha fatta così, ed ora mi va bene….! Insomma..

…ammetto che ci sto ancora lavorando.

Rivalutando oggi il mio percorso posso ritenermi fortunata, tutto sommato. Alle elementari, ad esempio, ho conosciuto un altro bambino come me, ma italiano. Frequentavamo la stessa scuola.

Quando siamo diventati amici, però, gli altri bambini hanno iniziato a prenderci in giro assieme. Ci trattavano come se fossimo una coppia di fidanzatini.

 Immagino che conoscere un altro albino sia stato un grande sostegno, oltre a quello della tua famiglia. Conosci gruppi o associazioni di albini?

Ho visto che c’è qualche associazione, ma non dalle mie parti. Grazie ai social sono in contatto con una rete di ragazzi albini sparsi per il mondo. Col tempo si diventa amici ed è bello, perché ci si confronta e conforta su difficoltà in comune.

Quali sono i tuoi sogni per il futuro?

Vorrei far conoscere di più l’albinismo in Italia. se ne parla poco, e non è abbastanza rappresentato.

Mi piacerebbe che persone con la mia stessa sindrome incontrino più sostegno.

Io l’ascolto, e non posso che augurarle il meglio per i propri progetti.

Alcuni link utili:

Elenco associazioni Albini nel mondo: http://www.albinismo.eu/it/risorse/associazioni.asp 

Albinit: http://albinit.org/associazione/

 

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